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CRATERS OF THE MOON NATIONAL MONUMENT AND PRESERVE, IDAHO

E’ un vasto oceano di lava con isolotti sparsi di coni di brace e cespugli di artemisia. E’ un invito all’esplorazione di questo paesaggio scenografico selvaggio, ove gli eventi vulcanici del passato sembra che possano un giorno continuare...

Craters of the Moon é un IMMENSO National Park! Si estende per oltre 304.000 ettari, che all’incirca è la grandezza del piccolo stato USA del Rhode Island. Il flusso della giovane lava che forma la massa del  Monument and Preserve può essere chiaramente visto dallo spazio.

Craters of the Moon si trova a 29 km. a sud ovest di Arco, Idaho sulla Highway 20/26/93, 38 km. a nord est di Carey, Idaho sulla Highway 20/26/93, 135 km. da Idaho Falls, e 145 km. da Twin Falls.

Nel 1970 Craters of the Moon divenne una della prime aree del National Park System ad essere designata quale Federal Wilderness Area. Oggi i visitatori hanno l’opportunità di vedere come un tempo era la terra.
Rocce di eruzioni vulcaniche relativamente recenti, dominano il paesaggio di Craters of the Moon National Monument and Preserve. Piante ed animali iniziarono ad occupare la zona mentre ancora stavano raffreddandosi i campi di lava fusa. Alcune bestie come la big horned sheep   e l’orso grizzly avevano già abbandonato la zona da oltre 100 anni. Molto continua a prosperare in questo luogo. L’accesso difficoltoso causato dal terreno aspro, e la mancanza d’acqua scoraggiano dall’alterare il paesaggio con strade, edifici, fattorie e canalizzazioni che occupano invece buona parte della valle del Snake River Plain. Craters of the Moon National Monument and Preserve contiene una grande concentrazione di terreno e formazioni vulcaniche per oltre 80 km. di zona fratturata ed eruzioni. Un campo formato per la maggior parte da 60 flussi di lava e 25 coni di brace: il Craters of the Moon Lava Field é il più vasto di questo tipo nei lower 48 states, ovvero gli Stati continentali. E’ al contempo il più grande e complesso campo di lava basaltica del sistema Pleistocene ed Olocene dell’ Eastern Snake River Plain. Ha praticamente ogni tipologia di formazione associata al sistema basaltico, e strade e ferrovia offrono un accesso comodo per poter ammirare tutto ciò.

Il Craters of the Moon Lava Field é il più settentrionale dei tre campi di lava trovati lungo il Great Rift, un sistema di fratture a crosta che inizia alla base delle Pioneer Mountains a nord del Monument e si estendono per oltre 80 km verso sud est. I flussi del Craters of the Moon Lava Field hanno magma simile a quello che si trova nel resto dello Snake River Plain, ma mostrano un ampio spettro di componenti chimiche, grazie alla contaminazione della crosta ed alla frammentazione ei cristalli.

Il Wapi Lava Field é il più meridionale dei tre campi. Il Craters of the Moon Lava Field é formato dal magma che ha spinto verso l’alto lungo il Great Rift. Il magma che formò il Kings Bowl e Wapi Lava Fields giunse in superficie sempre lungo il Great Rift, ma è stato generato da una camera di magma differente. Il Great Rift ed altri rift vulcanici sull’ Eastern Snake River Plain sono in predominanza paralleli l’uno all’altro, ma non tutti sono in linea con le faglie a nord e a sud della pianura. Il Craters of the Moon Lava Field si formò durante otto principali periodi eruttivi nell’arco di 15.000 anni. In contrasto, invece, la maggior parte di altri campi di lava  dell’ Eastern Snake River Plain – inclusi Kings Bowl e Wapi – rappresentano singole eruzioni.

Tra gli effetti naturalistici unici del Craters of the Moon rientrano le grotte di lava a tunnel quali l’Indian Tunnel, che è percorribile per 240m; Big Cinder Butte, per 200m, uno dei più grandi coni di brace di basalto esistenti al mondo, ed i flussi Blue and Green Dragon, che hanno preso il nome proprio per i loro colori sgargianti. Il Monument comprende anche una vasta steppa di Artemisia così come numerose kipuka. Le kipuka sono isole isolate di avanzi di vegetazione protetta dai flussi di lava circostanti che agiscono come piccolo rifugi indisturbati per piante ed animali nativi. Centinaia di piccole kipuka sono sparse in tutto il Craters of the Moon e ne campi di lava.

LA STORIA

I pionieri dell’Oregon Trail descrissero quest’ incontro con Craters of the Moon con l’epiteto di "the Devil's Vomit". Centinaia di pionieri viaggiarono lungo questa traiettoria sulla sezione del Goodale's Cutoff dell’Oregon Trail, tra  1850 ed il 1860.
Nel  1924 Il Presidente Calvin Coolidge firmò il proclama, creando Craters of the Moon National Monument
Nel 1927 The Craters Inn ed altri cottage furono costruiti per comodità dei visitatori.
Nel 1969 gli astronauti della NASA Alan Shepherd, Edgar Mitchell, Eugene Cernan e Joe Engle esplorarono il Monument per allenarsi allo sbarco sulla luna. L’esplorazione del paesaggio di lava aiutò nell’apprendimento della geologia vulcanica di base, in vista del futuro viaggio sulla luna.

Il Congress iniziò a raccogliere fondi per le infrastrutture del parco quali strade ed edifici, verso la metà degli anni ’20, ed i fondi incrementarono durante il New Deal negli anni ’30. Il rifugio di tronchi d’albero che servì quale station ed il magazzino, datano quest’ epoca, e sono le uniche strutture in stile rustico costruite dal National Park Service in Idaho. Il secondo grande periodo di maggior sviluppo del parco iniziò nel 1955, quando il Congress investì settecento milioni di dollari per il programma Mission 66. Le cinque unità abitative, il visitor center, l’edificio d’utilità e la station in mattoni nel campeggio furono appunto costruite in questo periodo. Gli edifici sono un esempio originale dello sviluppo di Mission 66 e sono l’unica rappresentazione di architettura moderna del Park Service in Idaho.
Gli  effetti dell’attività vulcanica sono evidenti in tutto Craters of the Moon National Monument and Preserve. Oltre 15.000 anni fa l’eruzione creò un paesaggio aspro che é habitat per una soprendente diversità di flora e fauna in un sistema ecologico altamente desertico. La preservazione di queste forme uniche geologiche e biologiche hanno trovato piena realizzazione e scopo qui, al Monument.

FAUNA E FLORA
Roventi flussi di lava che inizialmente distrussero tutto ciò che trovarono sul proprio percorso, oggi proteggono gli ultimi rifugi di una steppa intatta di artemisia sulla Snake River Plain. Queste isole di vegetazione si chiamano kipuka, e sono una dimostrazione evidente di ciò che é "naturale".

Paesaggio lunare ?...Ad una primo approccio il paesaggio dei Craters of the Moon appare privo di vita. A ben guardare si può osservare una ricca diversità di vita, inclusi almeno oltre 660 tipi di piante ed oltre 280 specie di animali. L’impressione iniziale è contraddetta dai molteplici animali che qui dimorano. Specialmente è solito incontrare uccelli e roditori.
Animali di terra arida hanno una varietà d’adattamento per lo stress causato dalle temperature e dall’idratazione. La maggior parte degli animali da deserto sono notturni, oppure principalmente attivi di notte. Il comportamento notturno è un adattamento sia ai predatori sia alle temperature estive diurne. Tra gli animali notturni a Craters of the Moon: il ratto dei boschi woodrat (chiamato anche packrat, neotoma cinerea), puzzole, volpi, linci, leoni di montagna, pipistrelli, falchi, civette e molteplici roditori piccolo da deserto.  Si trovano anche animali, chiamati crepuscolari poiché sono per lo più attivi all’alba ed al tramonto quando le temperature sono più fresche che durante il giorno. La luce del mattino e della sera li aiuta a nascondersi dai predatori, ma è anche abbastanza luminosa per consentirgli di scovare cibo. Alcuni animali sono crepuscolari poiché anche le loro prede lo sono. Tra questi: mule deer (cervo americano), coyote, porcospini, piccole lepri di montagna americana (silvi lago di montagna), lepri, e molti uccelli da canto.
Alcuni animali da deserto sono diurni, o principalmente attivi di giorno. Tra questi scoiattoli, marmotte, scoiattolo striato o nordamericano, lucertole, serpenti, falchi ed aquile.
Poiché ci sono poche risorse d’acqua a Craters of the Moon, gli animali debbono trovare idratazione direttamente del cibo che mangiano. Le rondini viola-verdi catturano insetti nell’aria. I serpenti mangiano topi interi. Ognuno di questi cibi contiene acqua essenziale per vivere. Alcuni roditori quali il pocket mice ed il ratto canguro sono così efficienti che possono vivere senz’acqua.
Corvi, picchi e cince delle Montagne Rocciose vivono qui tutto l’anno. Ad oggi sono state avvistate 212 specie. Molte di queste – in ampio numero – che vivono in zone rocciose o macchie, sono registrate in poche altre zone degli USA.   L’avifauna del parco include specie che vi vivono tutto l’anno, alcune migrano a sud, altre si fermano solo per pochi giorni all’anno ed altre ancora, le alcune specie artiche ed alpine, che vi stanno durante l’inverno. Il Greater Sage-grouse (Centrocercus urophasianus), che è il più grande tetraone del Nord America, é un uccello che vive e si nutre al suolo, grande quanto un pollo.  E’ conosciuto per I suo comportamento colorito che i maschi acquistano durante la stagione dell’accoppiamento. Questo accade dagli inizi di Marzo fino a metà Maggio quando diversi maschi si riuniscono in aree aperte. E’ l’epoca durante la quale i maschi usano le proprie penne della coda e del gozzo, che per competere nell’attirare l’attenzione delle femmine. Stoicamente il greater sage-grouse ha vissuto in un habitat tipico da steppa nell’ovest degli USA. Il numero è diminuito di pari passo alla scomparsa dell’habitat. Il National Park System monitora questi fantastici uccelli ed il loro habitat conducendo ogni anno il censimento durante l’accoppiamento. Al contempo sostiene alla conservazione della steppa di artemisia, controllando le piante esotiche invasive che mettono a rischio e degradano l’habitat. La vita del greater sage-grouse dipende da grandi zone di steppa ad Artemisia, oltre ad erba nativa, piante erbacee con fiore ed arbusti. La grandezza del terreno gioca un ruolo fondamentale poiché la densità di artemisia è salutare per le pinate erbacee con fiore e per l’erba, per far crescere i piccoli.  
58 specie di mammiferi vivono a Craters of the Moon. Le numerose grotte e cavità di Craters offrono rifugio tutto l’anno ad 11 specie di pipistrelli. In Idaho ci sono due specie di pipistrello Townsend’s big-eared, Corynorhinus townsendii townsendii che si può trovare nell’ovest dello stato, e Corynorhinus townsendii pallescens ad est dello stato. Benché molte popolazioni si trovino in zone storiche di miniere, la più grande popolazione si è insediata nei flussi di lava nel sud est dell’ Idaho. Dal 2008, tre delle quattro colonie conosciute in Idaho si trovano nei tubi di lava a Craters of the Moon.  
I visitatori estivi di Craters of the Moon possono avvistare le lucertole da tutti i sentieri. I rettili sono per lo più attivi quando il sole picchia sul basalto nero ed aumenta la loro temperatura corporea. Prendono i sole sulle rocce o cacciano insetti grazie ai propri riflessi splendenti. Tra le lucertole: lucertola leopardo, lucertola cornuta del deserto, lucertola con piccole corna, lucertola dell’artemisia, e colorati sauri dellovest. La maggior parte dei cinque serpenti a Craters of the Moon sono innocui e notturni.  

Oltre 661 tipi di piante differenti sono state identificate al Monument:  vegetazione a diversi livelli temporali nei flussi di lava, nelle zone di brace, nelle kipuka, e nelle aree di montagna e nelle zone delle sponde fluviali. Molte piante uniche hanno sviluppato sistemi d’adattamento e di sopravvivenza per poter sopravvivere alle condizioni estreme di vita che qui si trovano. Alcune kipuka rappresento esempi rari di habitat di steppa di  macchia intatta. La vegetazione dominante delle kipuka include tre tipi di Artemisia: Artemisia tripartita, Artemisia tridentata, Elymus spicatus

Il Monument and Preserve rimane aperto tutto l’anno, benché la neve invernale non consenta alla automobile l’accesso alla Loop Road da metà Novembre fino a metà Aprile. Quando la strada è aperta, rimane accessibile ad ogni ora. Lo spettacolo della neve bianca che contrasta con le rocce nere di lava vulcanica è eccezionale!

 
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